GIORNO 3 > LET'S GO OKAYAMA
09.08.2007
Bene, non sono neanche arrivato in giappone che subito mi devo sciroppare 6 ore e mezza di treno per arrivare a Okayama, da li' proseguiremo per Naoshima e successivamente per Kagawa, capitale giapponese degli UDON, gli spaghettoni strabuoni.
Ma andiamo per gradi.
Ieri avevo comprato il rasoio di GUNDAM, essendomi dimenticato a casa quello mio solito GILLETTE VENUS 3, si, quello che usano le donne per depilarsi le gambe, io lo uso per depilarmi la faccia.
Non c'e' trilama, quadrilama, pentalama, esalama o eptalama che tenga, il VENUS 3 (trilama con lubrastrip) e' il meglio sul mercato, mentre con gli altri dovevo farmi la barba digiuno, non dopo le 9:15am e solo se non c'e' il sole, pena una maschera di sangue allo specchio, con questo qua io posso radermi quando mi pare, dopo aver mangiato e addirittura senza schiuma da barba.
Il Venus 3 e' il rasoio definitivo.
Ma qui sono in giappone e mentre cerco un colluttorio da poter usare perche' il boccione da 1 litro di LISTERINE proprio non me lo volevo trascinare dietro, eccotelo li' che mi guarda, il GUNDAM RAZOR, modello ZAKU II.
Non mi sono neanche posto la domanda se comprarlo o no, ero gia' li' alla cassa con un colluttorio di marca ignota e il GUNDAM RAZOR modello ZAKU II.
Ed eccomi qua, davanti allo specchio, senza schiuma da barba, ovviamente, ma chissenefrega, non c'e' bisogno, una gettata d'acqua bollente in faccia e apriamo le danze.
La sensazione, allo scorrere del trilama GUNDAM sulla pelle, e' quella della morte, se esco e striscio la faccia sull'asfalto rovente, soffro sicuramente meno.
Maccheccazoz, e' il rasoio di GUNDAM, sii uomo, avanti cosi', in fondo ho solo la barba di 2gg.
L'agonia prosegue, inenarrabile, ma i miei occhi sono puntati al portarasoio con il bassorilievo dello ZAKU II incazzatissimo, e' li' che mi guarda e sembra che mi stia dicendo "Vuoi che finisca io lo sporco lavoro con il mio bazooka?".
Ce la faccio, non so come, ho la faccia in fiamme ma ce la faccio.
Alla fine non si riesce neanche a pulire bene la testina, operazione che con il VENUS 3 e' agilissima, qui rimangono intasate tutte le intercapedini tra le lame, temo che finiro' le 3 testine in 3 distinte rasoiate, se mai ritrovero' il coraggio di usarlo di nuovo.

L'appuntamento e' alle 8:30 a casa di Y, devo travasare la mia roba nella sua borsa piu' piccola e da li' Wataru (il fratello) ci accompagnera' in stazione.
Check out, non ho capito bene perche' ma mi chiedono 200yen, io capisco 200 ma mi sembra talmente assurdo che ne estraggo 2000, niente, ne volevano proprio 200 (1.2euro circa)...mah...

Ad ogni modo okkei, FAST FORWARD e siamo alla stazione.
FAST FORWARD e siamo sullo shinkansen, io, Yukiko ed Etsuko san (la madre di Yukiko).
Io sono in un limbo, forse l'ho gia' detto, sono sveglio e un attimo dopo ho un sonno assurdo, tale da non riuscire a tenere gli occhi aperti, se mi addormento dopo 5 o 10 minuti (in base alla situazione, piu' o meno comoda) mi sveglio come se niente fosse, bello fresco e illuso di aver superato ogni pericolo, dopo 1 ora o poco piu' la situazione si ripete.
Qui in treno ho il peggior attacco di jet-lag di questi giorni, svengo, mi sveglio con bocca e occhi insabbiati, bevo il te' verde, mi riaddormento.
Arriviamo a Tokyo dopo 2 ore e mezza circa e cambiamo treno, qua ci staremo 4 ore.
Lo shinkansen e' fighissimo, pulitissimo, velocissimo e silenziosissimo, ma non fate mai la cazzata di addormentarvici dentro.
Ho perso un arto alla volta, ogni volta.
Dormo > sveglio > perso braccio.
Dormo > sveglio > perda gamba.
Dormo > sveglio > persi occhi, secchissimi.
Cerco un diversivo e sfoggio il bento box con pranzetto per il viaggio, questa del bento box in treno e' molto nipponica come esperienza e la consiglio a chiunque, lo shinkansen e' troppo silenzioso e pulito.
Io non sono ancora andato di corpo, dopo essere svenuto un paio di volte mi sembra che il mio intestino sia tornato a vivere e mi alzo dicendo "vado in bagno", Yukiko mi risponde "siamo quasi arrivati, fai presto".
Ma come, cazoz, in 6.5 ore di treno finalmente qualcosa si smuove e siamo quasi arrivati?
Vado lo stesso in bagno.
Inizialmente penso "ma no, che schifo i gabinetti dei treni" poi mi ricordo che siamo in giappone, che qua e' tutto pulito e tutti sono puliti, arrivo.
Qui mi si pone un'ardua scelta: WESTERN STYLE o JAPANESE STYLE.
WESTERN STYLE non lo considero neanche, a parte la mezza risata che mi viene immaginando la porta d'ingresso tipo saloon e magari una testa di bufalo appesa alla parete tutta ricoperta di legno grezzo e magari, per chiudere il tutto, una bella musichetta country de-caz, beh, si, scena raccapricciante ma sicuramente risolverei il problema della stitichezza all'istante.
Apro la porta del JAPANESE STYLE, non c'e' una virgola fuori posto, pulitissimo, non mi fa neanche schifo attaccarmi alla sbarra in alluminio (come consigliato) per non cadere e a guardarlo bene sembra la cabina di pilotaggio del DAITARN 3, cazoz, se ce la faccio va a finire che mi ritrovo a combattere i meganoidi, ma non ce la faccio e se continua cosi' l'unica cosa che dovro' combattere saranno le mega-emorroidi.
Avverto una vibrazione nella forza, il treno rallenta, no, non puo' essere arrivato, invece si.

Esco, prendo lo zaino, la borsa mia, il trolley di Y, la borsa di Etsuko san e siamo sulla banchina del binario.
In giappone, secondo me, non e' caldo, il problema non e' il caldo che c'e' "FUORI", il problema e' il freddo che ti impongono "DENTRO".
In una situazione di vita "esterna", senza dover per forza passare da spazi chiusi "abitati" (e quindi condizionati), e' una normalissima estate, caldo si', ma okkei.
Se pero' tu stai almeno 30 secondi in un taxi o ti tocca attraversare un negozio, ecco che quando esci la tua percezione del caldo e' quadruplicata.
Un'altra cosa che proprio non capisco delle case giapponesi in polistirolo e' come sia possibile che, anche a diverse ore dopo il tramonto, la temperatura al loro interno sia (nelle stanze prive di condizionatore, quindi al gabinetto e al bagno, si perche' qua non fanno i loro bisogni dove si lavano) insostenibile.
Non v'e' soluzione alcuna, l'unica e' trattenere il fiato nel passaggio tra una zona ghiacciata e l'altra.

Sbarchiamo a Okayama, yama solitamente e' MONTAGNA, OKA solitamente non lo so.
Guardo se intorno nel paesaggio vedo qualche montagna ma niente, solo colline, sto giro avranno giocato di fantasia.
Prendiamo un taxi e andiamo all'albergo, dove e' gia' tutto prenotato, a fare il checkin e a depositare i bagagli.
L'hotel e' strafigo, si chiama COMFORT, e a giudicare da come si prodigano i tipi alla reception, e' decisamente COMFORT.
L'ascensore che ci porta al nono piano sfoggia una scritta che non posso non fotografare, nel classico font computeristico un po' anni '70, avverte: "COMPUTER CONTROL".
Cosa controlli il computer, non e' dato saperlo, se ne prenda sostanzialmente atto.
Siamo suddivisi in 2 stanze, una doppia con me e Y e una singola con Etsukosan, le stanze sono esattamente identiche in metratura, o sarebbe meglio dire "centimetratura", ma una e' denominata "doppia" e una "singola".
Sul letto campeggia un cartellino, pare che il vanto dell'albergo COMFORT sia questo avveniristico cuscino, asimmetrico, con base a V, dalla illustrazione pare che agevoli TUTTE le possibili combinazioni di posizione durante il sonno, non vedo l'ora di tornare a dormire per provare questa nuova esperienza, anzi, sono gia' li' che medito un sistema per imboscarmelo.

Un piccolo check alla posta con la connessione wireless a banda larga e via, tutti fuori.

Ci dirigiamo verso quella che penso di aver capito essere l'attrazione principale della citta', una sorta di mega parco dove c'e' di tutto, ma in questo viaggio capisco subito di saperne quando il trolley che mi trascino negli spostamenti.
Veramente vengo a sapere il nome della citta' nella quale ci troviamo solo quando ci mettiamo piede, ma Marco me lo diceva, non c'e' niente di peggio che viaggiare con i giapponesi, non ti dicono NIENTE.
Che citta' e' questa? perche' siamo qui? cos'e' successo nel passato in questa citta'? cosa ci siamo venuti a fare? insomma, nessuna delle classiche domande esistenziali trovera' MAI una risposta: ne prendo atto.

Al parco incappiamo subito in un piccolo chiosco, fuori troneggia un action figure alto 130cm circa, un personaggio dalla testa enorme (no, non sono io) suona una specie di flauto tubo, non capisco, e allora?
Chiedo se e' un personaggio locale famoso per aver fatto qualcosa, mi rispondono che e' un personaggio locale che ha inventato un cibo a base di pesce (strano...) che, fritto e chissa' cos'altro, si puo' suonare come un flauto.
Fantastico, un tubo di pesce che puoi suonare prima di mangiare, da noi c'erano i CHUPA CHUPS fischietto, poi l'evoluzione con il bacchetto scorrevole che ti permetteva di fare anche delle variazioni di tono, prima che cominciassi a sbavare come un lama per via del sapore zuccherino che attivava inesorabilmente le ghiandole salivarie.
Gia' mi immagino questi qua, tutti a tavola, che suonano il tubo di pesce fritto sbavando, roba che neanche Brundle mosca ne LA MOSCA, durante la sua dimostrazione del suo nuovo sistema alimentare, poteva osare tanto.
Il raccapriccio e' cancellato all'istante quando Yukiko indica il frigorino che le RAMU BOTTLE con pallina di vetro dentro.
La ramu bottle con pallina di vetro e' un MUST per chi va in giappone, ce ne sono 2 tipi, con bottiglia di plastica e con bottiglia di vetro.
Questa e' di vetro.
C'e' tutto un rito propiziatorio prima di poter assurgere alla bevanda degli dei, devi far cadere dentro la bottiglia la pallina che e' incastrata nel tappo.
Il procedimento richiede una laurea in ingegneria, ma e' fattibile.
Mentre Y si prepara ad "attivare" le palline, io mi preparo ad immortalare l'evento.
TRAAAAK! in neanche 1/10 di secondo un getto spropositato di schiuma fuoriesce a gheiser dal tappo, e' il fuggi fuggi, io controllo la mia nuova macchina fotografica digitale, niente, l'unica vittima e' Y, tutta sferzata di ramu.
E' il prezzo da pagare per l'incompetenza, con la RAMU BOTTLE non si scherza, non e' roba da dilettanti.
Ce le pippiamo in 0.1 e le 2 palline di vetro sono in tasca mia.

Proseguiamo il giro nel grande parco, bello, si, non c'e' che dire, un bel parco, arriviamo ad una zona che e' paragonabile solo a quella che noi volgarmente chiameremmo "FESTA DE L'UNITA'", qui un'assembramento di tavolini pieghevoli e sedie di plastica la fanno da padrone, al lato una fila di chioschi di cibarie nipponiche varie, dalle patatine ai takoyaki agli onigiri e chi piu' ne ha...
Poco piu' avanti c'e' un palco dal quale proviene della musica J-pop, (o J-poop per chi, come me, non e' amante del genere), un po' di folla sotto al palco e il quadro e' perfetto, ricapitoliamo:
Tavoli con chioschi per cibarie, palco con folla per concerto, giardino con sentieri e laghetti per passeggiate, tramonto multicolore per i morosini...cosa manca?
Niente, tra un po' arrivera' Godzilla a far fuori tutti e a radere al suolo i chioschi di polistirolo.

Prendiamo un set di TAKOYAKI, solitamente te li fanno su ordinazione e quindi devi aspettare un po', questa volta il tipo ha evidentemente letto nel pensiero di Yukiko perche' non appena li ha ordinati erano gia' sul vassoio, anche un po' freddi, se non e' efficenza questa..
Un set di onighiri, due zuppe di miso e patatine fritte che avevano avuto la stessa sorte dei takoyaki, piu' che patate sembravano canne di bambu', in quanto a consistenza.
FIniamo la cenetta a lume di led e J-poop e...gran botta JET LAG.

Torniamo all'albergo.
E' finalmente ora di provare il cuscino TOP COMFORT studiato per il meglio in ogni situazione posturale.
Doccia > Letto > Cuscino.
Non sembra essere di spugna o piuma o lattice, no, sembra un materiale nuovo, piu' "plastico", e' rigido, si', ma un rigido giusto.
Razionalmente, appoggiandoci la testa, sei in paradiso, assumendo *razionalmente* quelle che supponi essere le tue posizioni nel sonno, ehi, questo e' il cuscino che avresti sempre voluto ma che non hai mai osato chiedere.

Peccato che io, per esperienza, possa assicurare che se ci facciamo delle foto a intervalli regolari durante una notte regolare di sonno regolare, scopriamo di assumere le posizioni piu' ignobili mai immaginate e/o sospettate.

Alle 3:07am mi sveglio e mi sembra di essermi addormentato con la testa appoggiata alla ciambella della tazza del water.
Sollevo il cofano della morte, invalidando quindi il suo "COMFORT", mi sembra che vada meglio.
Alle 5:35 mi risveglio e sono ancora con la testa sulla ciambella del water.
Questa volta lo prendo e lo tiro ai piedi del letto, se qualcosa di "tecnologico" prendera' mai piu' posto sul mio materasso, non sara' di certo un cuscino di vetroresina, cazoz.